Screening di massa Marche

Screening di massa Marche, fiere e palazzetti per la maratona dei test

Si parte venerdì prossimo nei cinque capoluoghi. Oltre cento professionisti impegnati ogni giorno

Oltre due milioni di tamponi antigenici rapidi pronti, sei città che si stanno organizzando per partire e quasi cento persone tra personale Asur, della Croce Rossa e della Protezione civile in campo per ogni centro. È una macchina organizzativa complessa quella che la Regione ha messo in moto per avviare, dal 18 dicembre, la campagna di screening di massa che in una prima fase interesserà solo i capoluoghi: Pesaro-Urbino, Ancona, Macerata, Fermo e Ascoli. Ma diversi aspetti sono ancora da definire. “Abbiamo fatto un punto con i sindaci delle Aree Vaste – spiega l’assessore alla Sanità, Filippo Saltamartini –, domani (oggi, ndr) ci confronteremo con l’Asur per capire quanto personale è in grado di mettere a disposizione, mentre lunedì è in programma una conferenza con i prefetti per chiarire anche l’aspetto dell’ordine pubblico. Per cui contiamo di definire per martedì tutti i dettagli. Partiremo il 18 e, avendo comprato 2,2 milioni di tamponi, siamo pronti per farli a tutti”.

Il punto Covid, screening di massa Si parte il 18 dicembre –  Acquaroli: “Presto test rapidi e gratuiti per tutti”

C’è incertezza , però, sulla possibilità di risposta dei cittadini. “C’è chi dice che trattandosi della settimana prima di Natale le persone avranno paura di sottoporsi al test che, in caso di positività, imporrebbe la quarantena – aggiunge Saltamartini –. Per cui non abbiamo dati oggettivi di valutazione, ma se il trend fosse quello dell’Alto Adige che ha testato il 70% della popolazione, in sei giorni, per esempio, potremmo testare quasi 30mila persone solo a Macerata”. I Comuni dovranno definire anche che gli spazi da mettere a disposizione.

A Macerata verrà utilizzato il centro fiere di Villa Potenza, ad Ascoli il palazzetto dello sport e ad Ancona il Palaindoor. “Ad Ancona però vorremmo aprire più punti – ammette Saltamartini –, mentre a Urbino si sta scegliendo tra due postazioni e a Pesaro alle cinque proposte presentate dal sindaco, ne sono state aggiunte altre”. Tutti i tamponi verranno effettuati dal personale dell’Asur e visto che, per ogni spazio individuato dai Comuni saranno allestite anche fino a dieci postazioni, la Regione ha stimato che saranno circa un centinaio i professionisti impegnati ogni giorno. I volontari della Protezione civile accoglieranno le persone e faranno compilare i moduli, un operatore sanitario si occuperà del tampone, un altro processerà il test e una terza persona darà la risposta all’interessato. In caso di positività, però, il soggetto dovrà essere sottoposto a un tampone molecolare.

Nonostante i test siano su base volontaria, la Regione ha chiesto ai Comuni di organizzare anche l’afflusso delle persone alle varie postazioni. L’idea è quella di dividerle sulla base dei quartieri di riferimento. “Una volta definito il personale a disposizione saremo in grado di dire quanti tamponi possiamo processare ogni giorno – conclude Saltamartini –. Sulla base di questo comunicheremo ai Comuni che il 18 dicembre, ad esempio, potremo fare un numero X di tamponi e così le amministrazioni potranno sapere come dividere le varie zone della città”. L’idea della Regione è di completare “i due terzi dei tamponi per l’inizio di febbraio”. 

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