La voce dell’entroterra fermano.

Il clima post DPCM raccontato dai Sindaci

Che clima c’è nell’entroterra fermano dopo l’ordinanza di chiusura delle scuole e di tutte le iniziative pubbliche fino al 15 marzo? Come sta vivendo l’emergenza la popolazione di questi paesi? E’ allarmata? Cosa pensa? Come sta reagendo? Abbiamo chiesto ai Sindaci di raccontarcelo e ne esce un quadro generale di relativa tranquillità, di sostanziale accettazione, di condivisione dei provvedimenti con grande senso di responsabilità.

Perché la salute viene prima di tutto e ben venga tutto ciò che mira a tutelarla, prevenendo guai maggiori. “ La stiamo prendendo con filosofia- dice infatti Gilberto Caraceni, primo cittadino di Massa Fermana-in questo momento occorre fare fronte comune e allinearsi per salvaguardare la salute della nostra gente. Non sto ricevendo telefonate allarmate né lamentele delle famiglie . Si fa quel che c’è da fare se è per il bene comune”. Più o meno dello stesso tono è il commento del Sindaco di Montappone, Mauro Ferranti, che però sottolinea come la popolazione sia stata un po’ disorientata dal rincorrersi delle notizie, a volte contrastanti, che ci sono state nelle prime fasi dell’emergenza. “ Nella confusione di messaggi c’è il rischio che il cittadino non si senta più rappresentato e decida di fare di testa sua-dice- Certo oggi un po’ di paura in più tra la gente c’è, ma non parlerei di allarme. Molte delle telefonate che ricevo riguardano soprattutto le scuole. Prima chiuse, poi riaperte, ora chiuse fino al 15 marzo. Comunque le famiglie, seppure nel disagio, hanno preso bene questo provvedimento che serve a contenere la diffusione del virus e tutti stiamo cercando di superare con tranquillità questo difficile momento. Anche sul fronte produttivo, per ora, sembra tutto sotto controllo, le fabbriche lavorano a pieno ritmo. Il problema potrebbe crearsi quando e se dovessero mancare i materiali che importiamo dall’estero”.” Anche a Monte Vidon Corrado le attività, per ora, non hanno contraccolpi evidenti- afferma il sindaco Giuseppe Forti- ma la popolazione, che inizialmente riteneva esagerato l’allarme sul coronavirus, ora è più preoccupata .Ora ci sono casi di contagio nel fermano e questo fa più paura. Quindi ben venga la chiusura delle scuole. Noi intanto abbiamo subito chiuso la palestra comunale e il campo polivalente e stiamo facendo disinfezione per quel che potrà servire. Per il 18 aprile avevamo un evento di respiro nazionale su Licini, ma vedremo se differirlo o meno”. Il Sindaco di Falerone, Armando Altini accoglie il contenuto del DPCM come ” una decisione evidente che forse doveva avvenire prima. Qualcuno pensava che tutto potesse passare in qualche giorno, ma non è così. Il momento richiede consapevolezza e collaborazione per superare l’emergenza. Dunque basta con tutta questa ridda di voci in contrasto , che sta fuorviando la gente e crea confusione e panico. Vogliamo messaggi univoci e chiari e per quanto ci riguarda facciamo quel che ci viene detto. E in questa situazione di emergenza perché non pensare di utilizzare qualche nosocomio tra quelli smantellati, da dedicare al ricovero e cura degli eventuali contagiati? Creiamo posti letto, non aspettiamo. In tempi di emergenza si trattano le cose con norme di emergenza”. A Servigliano tutto tranquillo: “ Sulla salute pubblica non può esistere dissenso. In certi momenti i comportamenti di buon senso aiutano tutti, noi stessi e gli altri- dice il Sindaco Marco Rotoni- Chiuse anche le strutture sportive pubbliche, per la palestra privata ci stiamo ragionando”. Anche a Montegiorgio non si registra eccessivo allarme. “ Non sento particolari lamentele- racconta il primo cittadino Michele Ortenzi- la sensazione comune è che con questo decreto siano state prese misure precauzionali necessarie e tutti si stanno attenendo responsabilmente. Teatro, Cinema , doposcuola privati per bambini, sono stati chiusi. Avevamo una serie di eventi di spettacolo in programmazione in questo periodo , ma abbiamo rinviato tutto, perché la salute dei cittadini è prioritaria”. Anche a Magliano di Tenna c’è una risposta composta della popolazione alle norme del decreto governativo. “ Tutti noi sindaci abbiamo fatto il possibile per far mantenere la calma e ridare chiarezza nella confusione dei tanti messaggi che sono circolati creando un senso di pericolo- sostiene il Sindaco Pietro Cesetti-. La chiusura delle scuole ci coglie in un momento in cui erano già assenti tanti bambini , perché a letto con l’influenza stagionale. Alle chiusure, oltre al doposcuola comunale, su nostra richiesta si sono allineati anche i centri per l’infanzia gestiti da privati. La nostra non è una grande comunità ma si nota già una riduzione del 50% sulla frequentazione di locali pubblici e di ristorazione. Il che vuol dire che la gente sta cambiando la propria quotidianità e resta più in casa”. Infine Remigio Ceroni, primo cittadino di Rapagnano, afferma “ qui tutto tranquillo c’è piena accettazione delle decisioni degli organi superiori. Leggo tra la popolazione una sorta di rassegnazione, se così deve essere così sia”.

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