Regime forfettario 2020: ecco chi non ha l’obbligo della fattura elettronica e dello scontrino elettronico

Il nuovo regime forfettario
La Manovra 2020 ha aumentato tasse e le restrizioni per chi può usufruire del regime forfettario. Esclusi i dipendenti e i pensionati con un reddito superiore a 30 mila euro e chi ha speso più di 20 mila euro lordi per la retribuzione del personale, si allarga la platea di autonomi, professionisti e imprenditori che dal 1° gennaio devono emettere fattura elettronica con Iva. Tra coloro invece si avvantaggiano del regime forfettario c’è cho non ha alcun obbligo di emettere lo scontrino elettronico. La condizione però è che vengano rispettati dei requisiti fondamentali, come ha chiarito l’Agenzia delle Entrate.

Cos’è il regime forfettario?
Il «regime forfettario» è di fatto un regime fiscale agevolato per le partite Iva individuali che permette di fruire di alcune semplificazioni fiscali e contabili. Il regime forfettario è stato introdotto dalla legge 190/2014 (Legge di Stabilità 2015) e successivamente è stato riformato con la Legge 208/2015 (Legge di Stabilità 2016). La Legge di Bilancio 2020 ha apportato alcune modifiche, introducendo, tra le altre cose, un nuovo requisito per accedervi, una nuova causa di esclusione, una premialità per incentivare l’utilizzo della fatturazione elettronica.

Scontrino e fattura elettronici: ecco quando non sono obbligatori
I titolari di partita Iva in regime forfettario possono liberamente scegliere se adottare la fatturazione elettronica o continuare a usare la fattura cartacea, come stabilito dalla Legge di Bilancio 2020. Per incentivare però la prima scelta, ovvero l’adozione della fatturazione elettronica, è stato previsto un premio ai sensi dell’Art. 8 della Legge stessa. In cosa consiste la premialità? I contribuenti che hanno un fatturato annuo costituito esclusivamente da fatture elettroniche si vedono ridotto a un anno il termine di decadenza (art. 43, primo comma, decreto n. 600 del 29 settembre 1973).

Diverso invece per l’istituto dello «scontrino elettronico» o dei «corrispettivi elettronici», dove non vi è possibilità di scelta. Tutti gli esercenti devono infatti da quest’anno adeguarsi al nuovo adempimento. L’eccezione riguarda i titolari di una partita Iva in regime forfettario che rientrano in una delle categorie individuate nell’articolo 22 del Dpd 633 del 1972, ovvero quegli esercenti che svolgono attività di commercio al minuto, attività all’aperto o a domicilio (esempio: idraulici, elettricisti, parrucchieri, etc): questi soggetti possono decidere di continuare a emettere fattura (non necessariamente elettronica) anziché lo scontrino fiscale.

di Massimiliano Jattoni Dall’Asén 3 febbraio 2020
SERVIZIO CIVILE MONTEGRANARO. FONTE :”CORRIERE DELLA SERA”

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