Maxi bolletta a Cartoceto, dietro front e scuse

Enel annulla la fattura da 1.794 euro inviata a una coppia di anziani di Lucrezia che si erano rivolti al Carlino

Cartoceto (Pesaro e Urbino), 3 marzo 2020 – «Scusate, c’è stato un errore. Quei 1.794 euro non ci spettano”. E’ questo, in buona sostanza, l’esito della disavventura capitata a una anziana ma battagliera coppia di Cartoceto, che nei giorni scorsi si era vista recapitare una bolletta dell’elettricità pazzesca, con importi pari ai consumi di anni ed anni, mentre si trattava soltanto degli ultimi due mesi.

Ad incaricarsi di scoprire il motivo di questo misterioso conteggio, che appariva totalmente inspiegato, erano stati proprio i destinatari della fattura, ovvero i signori Pierina Curzi, 87 anni, e Giulio Pompei, 91, che vivono in una casa in campagna, con una pensione inferiore all’importo preteso dalla società di energia. Ma non avevano ottenuto granché, se non un’eventuale dilazione con saldo anticipato e restituzione in quattro anni. Dopo l’articolo uscito sul Carlino, l’Enel ha avuto modo di prendere in mano con calma la pratica della famiglia Curzi, giungendo a queste conclusioni: “Gentile redazione, in merito all’articolo “Maxi bolletta da 1794 euro. Anziani in trincea” pubblicato sul vostro quotidiano, Enel scusandosi per il disagio vissuto dai signori Curzi, informa che, dalle verifiche effettuate, la fattura inviata risulta non corretta a causa di letture errate comunicate dal distributore competente per territorio. L’azienda elettrica ha provveduto immediatamente a contattare il figlio dei signori Pompei per fornire tutti i chiarimenti sull’esito delle verifiche e per rassicurarlo in merito alla rettifica dell’importo che verrà fatturato nella successiva bolletta”.

«Ovviamente siamo molto contenti – commenta Ermanno Pompei – ma ho fatto presente che, anche se capisco che un errore possa capitare a tutti, mi sembra chiaro che se non ci fossimo affidati al Carlino difficilmente avremmo ottenuto lo stesso risultato. Devo dire che i miei genitori sono due ossi duri: hanno 180 anni in due, ma sono difficili da domare. E questa faccenda se l’erano presa a cuore. Ma quanti, magari perché non hanno tempo o possibilità, e hanno qualche risparmio da parte, invece che prendersi la briga di perdere intere giornate al telefono pagano e basta?”.

In un primo momento ai coniugi Pompei era stato detto che il maxi-importo era dovuto alla “rottura di un contatore” e di un “conguaglio” per cui si era giunti alla ragguardevole cifra di quasi 1800 euro. A nulla erano valse le proteste dei due utenti, che si erano difesi dicendo che il guasto non l’avevano certo provocato loro, dunque non capivano perché dovessero pagarne le conseguenze. “Non possiamo pagare quella cifra – avevano spiegato – ma la società ci ha diffidati, pena il distacco della corrente elettrica“. “Ho telefonato da un ufficio all’altro, perdendo intere mattinate attaccata al telefono – aveva rincarato la dose la signora Pierina –, ma non hanno voluto sentire ragioni, parlandomi di procedure e carte. Una confusione terribile”. La loro vicenda aveva destato l’attenzione anche delle tv nazionali, ma nel frattempo, proprio ieri, è arrivato il dietro front di Enel: “L’errore era di chi ha letto il contatore, la fattura è stata emessa sulla base di quei presupposti”. Per fortuna l’allarme è rientrato.

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