Rincari prezzi spesa

Rincari prezzi spesa: l’indagine dell’Antitrust sui supermercati.

L’Antitrust ha avviato un’indagine preistruttoria acquisendo i dati di 3.800 supermercati sparsi tra centro e sud Italia. C’è il sospetto di un amento dei prezzi non giustificato.

L’Antitrust vuole vederci chiaro sui rincari dei prezzi spesa avvenuto nel periodo della quarantena per l’emergenza sanitaria del Covid-19. Secondo l’Autorità c’è il sospetto, che l’aumento dei prezzi della spesa dei consumatori, non sia giustificato dal reale andamento della domanda e dell’offerta.

Rincari prezzi spesa: l’indagine dell’Agcom

L’Antitrust ha cosìavviato un’indagine preistruttoria che vede il coinvolgimento di diverse catene di supermercati e gruppi attivi nel settore della GdO. L’obiettivo è quello di accertarsi che i rincari dei prezzi della spesa alla cassa siano conseguenti a un aumento dei costi sostenuti dagli stessi operatori in fase di approvvigionamento. Il sospetto, come detto, è che qualcuno si sia fatto prendere la mano e, approfittando della situazione, abbia provato a guadagnarci più del dovuto.

Controllo sui beni alimentari e d’igiene

In questa prima fase, gli ispettori dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato andranno ad acquisire dati sull’andamento dei prezzi di vendita al dettaglio e dei prezzi di acquisto all’ingrosso di generi alimentari di prima necessità, detergenti, disinfettanti e guanti. L’obiettivo dell’Autorità garante è quello di individuare eventuali fenomeni di sfruttamento dell’emergenza sanitaria a base dei rincari dei prezzi della spesa.

rincari spesa

I supermercati su cui indaga Agcom

L’AGCM ha così chiesto informazioni a oltre 3.800 punti vendita, situati principalmente nell’Italia centro-meridionale. In queste zone, non trattandosi di “zone rosse”, i rincari dei prezzi della spesa non sembrano essere immediatamente riconducibili a “motivazioni di ordine strutturale”. Per questo motivo, l’Autorità ha ritenuto di non poter escludere che tali maggiori aumenti siano dovuti anche a fenomeni speculativi.

Nello specifico, la richiesta di chiarimenti riguarda alcuni punti vendita delle seguenti catene:

  • Carrefour Italia SpA, MD SpA, Lidl SpA, Eurospin SpA, F.lli Arena srl;
  • alcune cooperative Conad (Conad Sicilia, Conad Nord-Ovest, PAC 2000, Conad Adriatico, nonché Margherita Distribuzione);
  • alcune cooperative e master franchisor Coop (Unicoop Firenze, Unicoop Tirreno, Coop Centro Italia, Coop Liguria, Novacoop, Coop Alleanza 3.0, Tatò Paride);
  • diversi Ce.Di. aderenti a SISA (p.es. SISA Sicilia), SIGMA (p.es. Ce.Di. Sigma Campania) e CRAI (p.es. CRAI Regina srl).

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